26 novembre 2009
Chianciano 2007-Salerno 2009: Fighters primavera nella storia….
Per il terzo anno consecutivo la Coppa Italia primavera si tinge di arancione.
Mai nessuna squadra, in nessuna categoria, era mai riuscita ad aggiudicarsi il trofeo per tre volte di fila, e probabilmente questo record resisterà per lungo tempo.
Questa vittoria è frutto di 3 anni di lavoro di un gruppo di persone che credono nei benefici della programmazione e dell’organizzazione.. Nella nostra visione il settore “primavera” rappresenta la base su cui costruire il futuro. Futuro che ora si chiama U19: alla prima apparizione è arrivato un insperato secondo posto che ci inorgoglisce. Sarebbe stato fin troppo facile farsi tentare dall’idea di costituire una squadra U19 ancor più competitiva, con l’innesto di Luca Battista accanto a Mattia Bellotti. Ma tutto ciò non avrebbe avuto senso in relazione ai nostri obiettivi a lungo termine.
Il principio ispiratore rimane quello di costruire, in un quinquennio, una squadra Open da vertice fondata quasi totalmente sul vivaio. Vivaio che comprende tutti gli under, ovviamente, ma anche un gruppo di giocatori “giovani” che hanno iniziato la loro attività agonistica con la casacca arancione: Alberto Recano, i cugini Sirica, Michele Ferrucci, Luca Gentile, solo per fare alcuni nomi. Questa prospettiva continua ad affascinarmi, sebbene non escluda l’idea di uno o due innesti di altissimo valore tecnico e soprattutto umano che possano fornire un ulteriore impulso alla crescita di squadra.
Fortunatamente, per il bene del calcio da tavolo nazionale e mondiale, non siamo soli. Esistono altre realtà simili diffuse sul territorio che investono tempo e risorse nel presente per costruire un bene durevole. Mi preoccupa però un dato emerso nell’ultimo anno.
Alla Coppa Italia 2008 erano presenti 10 squadre primavera rappresentanti 9 club diversi. Quest’anno, invece, le squadre erano 9 ma i club iscritti solo 6. Per contro, la lista dei partecipanti Under 19 è rimasta inalterata nei numeri (8 squadre), anche se diversa nella composizione per il 50%. L’aspetto più preoccupante, a mio modo di vedere, è che alcune squadre non sono riuscite a dare continuità al loro ottimo lavoro, rinunciando alla creazione di una nuova leva “primavera”, limitandosi alla migrazione della squadra primavera nell’U19.
Un’altra importante considerazione da fare è che esistono alcune squadre con un copioso serbatoio di ragazzi (penso a Napoli2000, che ha schierato ben 3 formazioni primavera ed ai Phoenix Salerno). Queste realtà devono essere incentivate e premiate per il grande lavoro di reclutamento sul territorio, premessa di qualunque strategia finalizzata all’aumento dei praticanti e quindi alla sopravvivenza del Calcio da Tavolo.
Infine, si osserva che in molte realtà locali esistono “isolati” bambini di grandi potenzialità, che non hanno la possibilità di giocare con coetanei. In questi casi bisognerebbe pensare ad un approccio strategico su come incentivare il “germogliare” di una realtà giovanile attorno a quel bambino, per non lasciarlo solo.
Tornando all’entusiasmante Coppa Italia, non trovo gli aggettivi giusti per descrivere la grande gioia che tutti noi abbiamo provato, oltre che per il trionfo storico a squadre primavera, per il secondo posto nei tornei U19, a squadre ed individuale, trascinati da un immenso Mattia Bellotti (ancora imbattuto da quando “Fighter”), per il secondo posto nel torneo U15 con il fuoriclasse Luca Battista ed il terzo e quarto posto nell’U12 individuale con Matteo “Mato” Ciccarelli e Max Fryar. Senza dimenticare gli altri eroici ragazzi che hanno contribuito ai trionfi dei Fighters: Antonio Peluso, Andrea Ciccarelli ed Alessandro Feo.
Questa vittoria è frutto di 3 anni di lavoro di un gruppo di persone che credono nei benefici della programmazione e dell’organizzazione.. Nella nostra visione il settore “primavera” rappresenta la base su cui costruire il futuro. Futuro che ora si chiama U19: alla prima apparizione è arrivato un insperato secondo posto che ci inorgoglisce. Sarebbe stato fin troppo facile farsi tentare dall’idea di costituire una squadra U19 ancor più competitiva, con l’innesto di Luca Battista accanto a Mattia Bellotti. Ma tutto ciò non avrebbe avuto senso in relazione ai nostri obiettivi a lungo termine.
Il principio ispiratore rimane quello di costruire, in un quinquennio, una squadra Open da vertice fondata quasi totalmente sul vivaio. Vivaio che comprende tutti gli under, ovviamente, ma anche un gruppo di giocatori “giovani” che hanno iniziato la loro attività agonistica con la casacca arancione: Alberto Recano, i cugini Sirica, Michele Ferrucci, Luca Gentile, solo per fare alcuni nomi. Questa prospettiva continua ad affascinarmi, sebbene non escluda l’idea di uno o due innesti di altissimo valore tecnico e soprattutto umano che possano fornire un ulteriore impulso alla crescita di squadra.
Fortunatamente, per il bene del calcio da tavolo nazionale e mondiale, non siamo soli. Esistono altre realtà simili diffuse sul territorio che investono tempo e risorse nel presente per costruire un bene durevole. Mi preoccupa però un dato emerso nell’ultimo anno.
Alla Coppa Italia 2008 erano presenti 10 squadre primavera rappresentanti 9 club diversi. Quest’anno, invece, le squadre erano 9 ma i club iscritti solo 6. Per contro, la lista dei partecipanti Under 19 è rimasta inalterata nei numeri (8 squadre), anche se diversa nella composizione per il 50%. L’aspetto più preoccupante, a mio modo di vedere, è che alcune squadre non sono riuscite a dare continuità al loro ottimo lavoro, rinunciando alla creazione di una nuova leva “primavera”, limitandosi alla migrazione della squadra primavera nell’U19.
Un’altra importante considerazione da fare è che esistono alcune squadre con un copioso serbatoio di ragazzi (penso a Napoli2000, che ha schierato ben 3 formazioni primavera ed ai Phoenix Salerno). Queste realtà devono essere incentivate e premiate per il grande lavoro di reclutamento sul territorio, premessa di qualunque strategia finalizzata all’aumento dei praticanti e quindi alla sopravvivenza del Calcio da Tavolo.
Infine, si osserva che in molte realtà locali esistono “isolati” bambini di grandi potenzialità, che non hanno la possibilità di giocare con coetanei. In questi casi bisognerebbe pensare ad un approccio strategico su come incentivare il “germogliare” di una realtà giovanile attorno a quel bambino, per non lasciarlo solo.
Tornando all’entusiasmante Coppa Italia, non trovo gli aggettivi giusti per descrivere la grande gioia che tutti noi abbiamo provato, oltre che per il trionfo storico a squadre primavera, per il secondo posto nei tornei U19, a squadre ed individuale, trascinati da un immenso Mattia Bellotti (ancora imbattuto da quando “Fighter”), per il secondo posto nel torneo U15 con il fuoriclasse Luca Battista ed il terzo e quarto posto nell’U12 individuale con Matteo “Mato” Ciccarelli e Max Fryar. Senza dimenticare gli altri eroici ragazzi che hanno contribuito ai trionfi dei Fighters: Antonio Peluso, Andrea Ciccarelli ed Alessandro Feo.